“Nestlè! Ipocrita di una piovra!”

Il 22 Marzo ricorre la Giornata mondiale dell’acqua. Questa settimana riprendiamo un articolo scritto per l’occasione esattamente un anno fa; articolo riguardante le sempre attuali “zozzerie” dell’industria “umanitaria\ecologista” Nestlè.

Mi è saltato agli occhi, in questi giorni, un servizio del “telegiornale”(?) di Italia 1 Studio Aperto, riguardante la Giornata mondiale dell’acqua che si tiene, ogni anno, il 22 Marzo. In occasione di tale giornata, è stato girato una sorta di documentario da utilizzare come campagna di sensibilizzazione e che sarà fatto girare per le scuole. Ho trovato tristemente divertente il fatto che, a collaborare a questa campagna, sia stata la Nestlè. La multinazionale svizzera, una delle più importanti all’interno del mercato alimentare, ha tentacoli molto lunghi che abbracciano il settore dei cereali, del caffè, del cibo per animali, dell’acqua ecc…; è proprio da quest’ultimo settore che l’azienda trae gli introiti più sostanziosi del suo business. Nel corso degli anni, questa “piovra” ha dovuto affrontare vari scandali legati alle sue attività come, ad esempio, la fornitura gratuita di latte in polvere ad ospedali dei paesi in via di sviluppo; questo splendido slancio di generosità da parte della Nestlè è stato reso possibile in quanto l’UNICEF e l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) hanno calcolato che la maggiore causa di morte e malnutrizione dei neonati in certi paesi è appunto l’assunzione, al posto del latte materno, del latte in polvere. Si è deciso quindi di vietare la promozione di tale latte da parte delle multinazionali nei paesi in via di sviluppo; è stato a questo punto che la Nestlè ha fornito gratuitamente agli ospedali il suo prodotto. Il bambino, abituato fin da subito ad assumere quel tipo di latte, anche al ritorno a casa dall’ospedale, continuerà ad assumerlo, e ciò rappresenta un problema per le famiglie le quali, nel maggior numero dei casi, non riuscendo a permetterselo, cercano modi per utilizzarlo più a lungo come, ad esempio, diluirlo in acque non proprio purissime; ed è in questo modo che si manifesta la maggior parte dei casi di malnutrizione e, di conseguenza, di malattie.

Nestlè

Ma questi accadimenti non sono certo una novità: da sempre aziende e industrie multinazionali, in virtù della loro “logica del profitto”, tralasciano problemi come la salute o lo sfruttamento dei loro consumatori. Trovo quindi abbastanza divertente (anche se non ci sono motivi per essere divertiti) che la Nestlè collabori ad uno spot per il rispetto della più importante tra le risorse idriche del pianeta. Non trovate curioso il fatto che un’azienda che da tempo privatizza quello che possiamo identificare come il bene di maggiore necessità per l’uomo, si schieri a difesa dello stesso? Non sarà forse un modo propagandistico per aumentare la propria visibilità? Con il suo intervento e le sue privatizzazioni, la Nestlè ha allontanato ancor di più dalla gente un bene così grande contribuendo, inoltre, con la costruzione di nuovi stabilimenti, alla devastazione dell’ambiente circostante. «L’acqua è sempre piu rara. E’ per questo che ci piacerebbe mettere le mani sulle sorgenti»; sono queste le parole di Helmut Maucher, membro del consiglio di amministrazione della Nestlè ed in questa frase, più che un tentativo di salvare un bene prezioso, ci vedo una sete di guadagno emblematica della società neoliberista attuale. Nel Gennaio 2012 è uscito  “Bottled Life”, un documentario che tratta del business che coinvolge il cosiddetto “oro blu” ovvero l’acqua. E’ quindi evidente che il motivo della campagna in cui la Nestlè si traveste da attivista in difesa dell’ambiente è prettamente economico e nient’altro. E’ l’ennesimo tentativo di arricchimento da parte di pochi a scapito dei molti che, ogni giorno che passa, vedono peggiorare la loro situazione economica e sociale. Ma è proprio da quest’ultima che si deve ripartire! L’uomo non deve perdere la potenza sociale di aggregazione che possiede e di cui, invece, questi signori incravattati negano l’esistenza. Le uniche armi che ci restano sono l’auto-organizzazione ed il boicottaggio di certi prodotti, perché solo dal basso e in una gestione di tipo orizzontale, si può fare veramente il bene dell’ambiente e delle persone. Smentiamo definitivamente la convinzione che l’uomo sottoposto ad una feroce gerarchia è l’unico tipo di uomo possibile!

Questo è il link del video di Studio Aperto sulla giornata mondiale dell’acqua:

http://www.video.mediaset.it/video/tgcom24/ultimi_arrivi/379788/una-giornata-per-lacqua.html

 

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